Giubileo dei giovani. I sacerdoti accompagnatori: “Abbiamo camminato insieme, in ascolto dei loro sogni”

“Don Paolo, non ho mai visto così tanti giovani insieme in una sola volta… e, guarda la strada, continuano ad arrivare!”. Queste le parole di Mattia, un ragazzo che ha partecipato al Giubileo dei giovani della settimana scorsa a Roma, mentre mi indicava la distesa verde di Tor Vergata che sabato e domenica era gremita di giovani in festa. Aveva gli occhi felici, brillavano di qualcosa di vero, di meraviglia e di bellezza.
Aveva ragione Mattia, eravamo “tanti”, le stime del prefetto della città di Roma dicono più di un milione, ma soprattutto – credo – eravamo “tanto”. Eravamo immersi in una immensa folla, rappresentanti autorevoli di un mondo giovane che ancora vuole camminare con il Signore e con la Chiesa. E questo è “tanto”, è un miracolo! Noi sacerdoti trevigiani abbiamo accompagnato e seguito diverse centinaia di giovani che si fidano ancora del mondo degli adulti, che si fidano ancora della Chiesa, di Gesù e del suo messaggio di amore e di speranza per loro. Anche i nostri occhi, allora, si sono riempiti di amore e di speranza! Accompagnare ed essere da loro accompagnati, aiutarli ad ascoltare la Parola del Signore e, insieme, metterci in ascolto dei loro sogni e dei loro desideri, camminare al loro fianco intuendo che lo Spirito Santo continua a provocare il loro cuore affinché si fidino di lui e possano seguirlo lungo le strade del mondo. Di questo siamo stati testimoni.
Molte sono state le occasioni per stare con loro: i viaggi in pullman e in metro, le catechesi offerte dai Vescovi don Giuliano e don Michele, le condivisioni di gruppo, le cene alla sera negli alloggi di Monterotondo, il cammino lungo le strade di Roma, le confessioni al Circo Massimo e quelle più spontanee lungo la strada e a Tor Vergata. Anche la notte, prima di addormentarsi, qualcuno cercava un dialogo con alcuni sacerdoti, quasi a non voler lasciare l’atmosfera di preghiera e di profondità che si era creata tra noi. Bella e preziosa la presenza di tante sorelle, cooperatrici diocesane e suore, inviate come testimoni di una Chiesa credibile al loro fianco: quanti sorrisi e quante chiacchierate anche insieme a loro… e quante stupende intuizioni!
Forti sono riecheggiate le parole di papa Leone, quando alla fine della messa domenicale ha detto: “Cari giovani, voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo!” (Mt 5,13-14). Siamo tutti chiamati a essere lievito! Noi sacerdoti abbiamo visto questo lievito, siamo stati testimoni che c’è un’immensa schiera di giovani che è disponibile a mettersi in gioco per rendere questo nostro mondo più bello: credono alla pace, credono all’amicizia tra i popoli, all’inclusività e all’integrazione, sono capaci di superare muri e confini, guardano lontano e portano con sé il profumo del futuro. Come diceva Giorgio La Pira: “Le generazioni nuove sono, appunto, come gli uccelli migratori: come le rondini: sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono sospinti da un invincibile istinto vitale – che indica loro la rotta e i porti! – verso la terra ove la primavera è in fiore!”.
Un augurio di “buon cammino” a tutti i sacerdoti allora: perché non perdiamo mai la speranza, perché guardando ai giovani possiamo sempre attingerne a piene mani!

(don Paolo Slompo e i preti che hanno accompagnato i giovani al Giubileo)