Giubileo ministri straordinari a San Nicolò: il dono e la responsabilità di essere “straordinari ministri di comunione”

Giubileo diocesano dei ministri straordinari della Comunione, domenica pomeriggio, 23 novembre, nel tempio di San Nicolò a Treviso. Erano 1.700 le persone presenti alla preghiera dei Vespri, durante i quali c’è stato il rito del conferimento del mandato ai nuovi ministri.
Il Vescovo Tomasi li ha ringraziati tutti per il loro “Eccomi”, per il loro “servizio umile, ma gigantesco, semplice, ma ricchissimo, povero, ma capace di trasformare il mondo con la forza, con la luce e con il nutrimento dell’amore”. Un ministero, per edificare il Corpo di Cristo, che è dono e responsabilità.
C’è una moltitudine di servizi e di capacità nella Chiesa di Cristo che vengono, poi, riconosciuti come doni e accolti come servizi nella comunità, ha ricordato il Vescovo, perché la Chiesa possa essere e mostrarsi come corpo di Cristo, vivo e presente nella storia, e possa diventare ed essere quel sacramento dell’intima unione di Dio con l’umanità e delle persone tra di loro, come ha definito la Chiesa la Lumen gentium. “Voi, fratelli e sorelle, siete disposti oggi ad accogliere il dono e la responsabilità di essere istituiti come ministri dal vescovo, successore degli apostoli, che vi accoglie, vi conferma e vi manda alle comunità della nostra diocesi. È un ministero per edificare il corpo di Cristo, affinché la Chiesa, nutrita dal corpo di Cristo che è il sacramento dell’Eucaristia nel pane e nel vino, diventi quella carne di Cristo che vive nella storia, che serve l’umanità intera”.
“Consegnare un piccolo pezzo di pane ai fratelli e alle sorelle è un gesto povero, ma dice la comunicazione della vita di Dio. Quel gesto – ha ricordato mons. Tomasi – dice che ci mettiamo a disposizione affinché lo Spirito di Dio passi dall’altare alle strade, alle piazze, alle case, agli ammalati, ai piccoli, ai poveri. Perché arrivi fino alla carne di Cristo che è il povero, che possiamo toccare e consolare. Nessuno di noi è degno di questo servizio. Il Signore si affida alle nostre mani per arrivare lì dove vuole arrivare”.
Riferendosi all’accensione delle lampade nel rito del lucernario, il Vescovo ha ricordato che “siamo esploratori nel mondo nuovo del Risorto, sappiamo che il Signore ci precede e avanziamo un passo dopo l’altro, insieme”. L’invito di mons. Tomasi è quello di diventare “straordinari ministri di comunione”, capaci di “riunire dove c’è disunione, di ricucire strappi e lacerazioni, di costruire l’armonia lì dove c’è confusione”, perché “di questo abbiamo bisogno, in un mondo lacerato”.