Michele Pellegrino

Padre della chiesa Padre della città

A 50 anni dal concilio Vaticano II, ne vogliamo parlare ripercorrendo la vita di un grande protagonista degli scenari di allora e cioè il cardinale Michele Pellegrino. Sono trascorsi 25 anni dalla sua morte e 3 testimoni che lo conobbero molto bene sentono il bisogno di “fare memoria” di quel vescovo che seppe cogliere i loro talenti, incoraggiarli e sostenerli nelle intuizioni. Ne è nato un libro dal titolo “Michele Pellegrino. Padre della Chiesa, Padre della città” scritto da figure carismatiche, diventati punto di riferimento nel campo della spiritualità (Enzo Bianchi), nella lotta contro le nuove povertà e la mafia (don Luigi Ciotti), nel richiamare i giovani all’impegno per la pace e per la solidarietà (Ernesto Olivero). Sono 3 personalità diverse, ma accomunate da un incontro con una figura straordinaria che ha segnato la loro vita. Michele Pellegrino, docente universitario di letteratura cristiana, fu chiamato da Paolo VI a presiedere la diocesi di Torino in uno dei periodi più travagliati della nostra storia, a cavallo degli anni ’60 e ’70 del secolo scorso segnati dall’immediato post concilio Vaticano II e dalle lotte studentesche e operaie. Questi ricordi ci riconsegnano la figura di una persona che ha dato alta forma al vivere cristiano. Un vescovo dal forte rigore ascetico e spirituale, che dedicava largo spazio alla preghiera e alla meditazione, viveva in un modo povero ed essenziale, rifuggiva dai privilegi e dalle convenzioni. “A un intervistatore che gli chiedeva tre chiavi, tre talismani per il nuovo millennio, Pellegrino rispose: ”Ricordati che la prima cosa è l’umiltà, la seconda è l’umiltà, la terza è l’umiltà. Ma vorrei aggiungere con l’umiltà, la speranza!”. Il primato attribuito al Vangelo nella sua vita è emerso anche nello stile con cui ha esercitato l ‘autorità di vescovo sempre aperto al dialogo con tutti, ma consapevole dell’alta responsabilità che gli era propria. I tre contributi rievocano aspetti peculiari di Pellegrino. Il priore Enzo Bianchi ne delinea un profilo spirituale, raccontando aspetti importanti del suo ministero: il suo ecumenismo, l’amicizia con vescovi e teologi di altre Chiese, la sua attenzione al terzo mondo, la sua promozione al laicato, il dialogo ecclesiale sempre perseguito, lo sforzo di scoprire quanto vi è di buono negli uomini. Don Luigi Ciotti traccia un profilo nel quale racconta i gesti concreti compiuti da Pellegrino. Don Ciotti dice che “Padre Pellegrino ci ha lasciato dei segni più incisivi ed eloquenti di qualsiasi discorso. Perché questa era una sua caratteristica: parlava quasi più con la forza e il potere dei segni che con le parole”. Ernesto Olivero, fondatore del Sermig (servizio missionario giovani) chiude il libro con un ricordo all’insegna dell’affetto, della grande amicizia che li legava. Raccontando dei momenti in cui Padre Pellegrino parlava ai 50 ragazzi del Sermig della Parola di Dio, dice: ”Erano prima di tutto degli incontri con una persona che ci voleva bene…”. In tutti e tre le testimonianze viene ricordata sempre l’importanza che ebbe la lettera pastorale che Pellegrino scrisse alla sua diocesi: “Camminare insieme” – syn-odos- (cioè sinodalità) in cui delineava la possibilità di una corresponsabilità ecclesiale. Un metodo ecclesiale profetico, ma che allora non venne capito. Sarà ripreso nel 2001 dal cardinale Poletto nella lettera pastorale “Costruire insieme”. Cosa ha da dire a noi la vita del cardinale Pellegrino? Leggendo le tre testimonianze traspare con quanta attenzione all’altro egli si ponesse: ascoltava senza giudicare, consigliava, incoraggiava, indirizzava, era vicino al cuore delle persone. Sapeva cogliere i talenti altrui, dando spazio e opportunità. Un esempio luminoso che possiamo seguire perché nella nostra comunità ci sono talenti che tocca a noi scoprire, chiamare per nome, incoraggiare, accompagnare, dare spazio e gioire per la loro presenza.

 
Francesca Barzi
 
Enzo Bianchi, Luigi Ciotti, Ernesto Olivero,
Michele Pellegrino. Padre della Chiesa. Padre della città
Edizioni Dehoniane Bologna, 2012, pagine 94, €8,00