“L’umanità si lasci illuminare dalla luce di amore che sgorga dal cuore di Gesù”: l’omelia del Vescovo nel pellegrinaggio al Santo

Un pellegrinaggio molto partecipato anche quest’anno, per la nostra diocesi, alla basilica di Sant’Antonio, a Padova, in occasione delle celebrazioni per la festa del Santo. Nella solennità del Sacro Cuore di Gesù, moltissimi fedeli da diverse parrocchie della diocesi e oltre una cinquantina di sacerdoti, tra cui il vicario generale, mons. Mauro Motterlini, e il vicario per le Collaborazioni pastorali, mons. Antonio Mensi, hanno preso parte alla celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Michele Tomasi, accolti dal rettore della basilica, padre Antonio Ramina, che ha concelebrato.

Mons. Tomasi all’inizio della celebrazione ha sottolineato” la bellezza della fede profonda che ci lega al Signore Gesù Cristo attraverso questa figura di Sant’Antonio”. Il Vescovo ha ricordato, poi, che la solennità del Sacro Cuore di Gesù è la giornata mondiale di santificazione sacerdotale e ha invitato a pregare per tutti i sacerdoti, per il loro servizio, per la loro gioia nella sequela del Signore. Per quelli che riescono con forza e con coraggio a svolgere il loro ministero, e per quelli in difficoltà, per quelli ammalati e per quelli anziani. Mettiamo tutti nel cuore di Gesù”.

Il Vescovo, nell’omelia, ha messo in luce la “smisurata dimensione” dell’amore di Gesù per noi, che scaturisce dal suo cuore ferito, segno del suo “amore a caro prezzo, dono di sé a coloro che ti uccidono e ti abbandonano, misericordia senza fine per chi nemmeno riconosce di averne bisogno più dell’aria che respira”. E proprio guardando a quella ferita, ha sottolineato mons. Tomasi, “possiamo vedere il cuore stesso di Dio”. In quella ferita aperta del costato, nell’acqua e nel sangue che da esse scaturiscono, segni del sacrificio di Cristo e del dono dello Spirito, “la Chiesa ha sempre visto il dono del battesimo e dell’eucaristia. Davvero questi doni scaturiscono dal cuore di Gesù, dalla sua intenzione di salvezza per ogni persona. E davvero hanno tutta la forza scandalosa del dono di Cristo sulla croce”.

Citando uno dei suoi sermoni, il Vescovo ha ricordato che Sant’Antonio afferma che quel sangue sgorgato “illuminò gli occhi del genere umano”. “Carissimi, preghiamo il Signore per intercessione di Maria santissima e di Sant’Antonio, che il genere umano davvero si lasci illuminare, che apra gli occhi a quella luce di eternità di amore” ha detto il Vescovo, ricordando il nostro mondo “sempre più lacerato da discordie e divisioni”, che non pare voler risolvere il dramma della povertà, così come quello  della guerra, e l’aggressività e la rabbia nelle nostre vite…

“Se fossimo almeno capaci di rallentare – l’appello del Vescovo – quel poco che ci permette di prestare ascolto ed attenzione alle fatiche degli altri (e talvolta anche alle nostre, senza nasconderle o rimuoverle), e che ci lasci contemplare le ferite impresse dalla vita nell’esperienza di tanti, ritroveremmo le fonti dell’amicizia sociale, e della compassione. Rimarremmo allora stupiti di vedere nelle pieghe della nostra vita la presenza effettiva ed attiva dell’amore di Dio, e sapremmo vedere almeno socchiusa la porta del Paradiso, pur nelle prove più difficili, perché le sapremmo abitate dalla presenza del Cristo crocifisso e risorto, e riusciremmo a vedere la nostra esistenza sotto una luce nuova e buona, vera e bella”. “E qui ed ora, come in ogni celebrazione eucaristica, e in ogni gesto di amore e compassione, e in ogni parola di consolazione e di perdono, e in ogni atto di solidarietà e di fraternità, anche per noi si avvererà quello che ha visto sant’Antonio, anche per noi “si aprirà la porta del paradiso”.

Al termine della celebrazione, la preghiera del Vescovo e dei celebranti, seguiti dagli altri fedeli, alla tomba di sant’Antonio.

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Immagini tratte dalla diretta streaming della messa nel canale YouTube della basilica