Messa per i defunti in cattedrale. Il Vescovo ha ricordato don Davide

Questa mattina, in cattedrale, il vescovo Michele Tomasi ha presieduto la celebrazione eucaristica nel giorno della Commemorazione dei fedeli defunti, e nell’occasione ha ricordato anche don Davide Schiavon. Un ricordo che mons. Tomasi ha voluto fare anche ieri, nel cimitero di San Lazzaro, a poche ore dalla morte del direttore della Caritas. 

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Nell’omelia, mons. Tomasi ha ricordato come noi “siamo sì parte delle sofferenze di Cristo”, come ricordava la lettera di san Paolo ai Romani, “ma siamo con Cristo eredi di Dio. Partecipiamo alla sua gloria, se partecipiamo alla sua sofferenza. E non siamo solo noi ad avere questa tensione verso il bene, verso la felicità, ma tutto il Creato. La sofferenza, però, è come quella delle doglie del parto, un mettere al mondo e generare sempre nuova vita, perché la speranza non è un’illusione, perché l’oggetto della speranza è Cristo risorto, che ha già vinto la morte: questa è la nostra vita e il contenuto della nostra fede. A volte però facciamo fatica. Con la creazione anche noi gemiamo interiormente, aspettiamo l’adozione a figli, ne aspettiamo la manifestazione piena”. Ma “lo Spirito santo ci dice che noi siamo figli amati. Dobbiamo continuare ad ascoltare la voce dello Spirito che ci dice questo, che avremo la pienezza della figliolanza, avremo la gioia di bimbi svezzati in braccio alla madre, senza nulla temere. E’ questa la promessa sulla quale noi fondiamo la nostra vita, alla quale possiamo affidare la nostra sofferenza, la nostra prova, perché sappiamo che siamo già figli”.

Per san Paolo è questo il dono più grande, ha ricordato il Vescovo: “è la tensione verso la pienezza del dono di Dio, di cui lui, Paolo, è certo, dono che celebriamo nel mistero eucaristico, che celebriamo ogni volta che ci vogliamo bene fra di noi: lo abbiamo sentito nel Vangelo, alla fine su quello saremo giudicati”.

Nella celebrazione, infatti, è risuonata la pagina del Vangelo secondo Matteo, nella quale si narra il giudizio alla fine dei tempi, quando saremo giudicati sulla carità. Una pagina scelta qualche tempo fa per la celebrazione di oggi, ma che ha richiamato ai presenti in modo forte la vita di don Davide.

“Anche se questa celebrazione è per tutti i fedeli defunti, permettetemi di dire che questa pagina del Vangelo mi ha fatto pensare a don Davide, che ci ha lasciato ieri – ha detto il Vescovo -. Anche nella tristezza, abbiamo questa promessa bella del Signore”, quella promessa che dice: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo – dice il Vangelo -, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.

“Don Davide – ha detto mons. Tomasi – ha dato da bere, ha dato da mangiare, ha vestito, ha accolto, ha ospitato, ha visitato… e ora è nella pace del Padre”.

Al termine della celebrazione, il Vescovo e i concelebranti si sono recati nella cripta della cattedrale, per una preghiera sulle tombe dei vescovi di Treviso lì sepolti.

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