Preghiera dei fedeli e “autonomismo”: comunicato stampa della Diocesi

“Nessun intento polemico o di contrapposizione alle istanze di autonomia. Una preghiera non è una presa di posizione politica”. In merito al dibattito apparso in questi giorni sui media locali a proposito di una delle preghiere dei fedeli letta domenica scorsa nelle chiese della diocesi di Treviso, interviene il vicario generale, mons. Giuliano Brugnotto, con un comunicato stampa. “Nella formulazione del concetto è sbagliata la scelta del termine ‘autonomismo’ – sottolinea -. La volontà era quella di invitare i popoli a sfuggire le chiusure particolariste e a ricercare invece il dialogo che costruisce percorsi di pace e di giustizia”.

Il foglietto della messa è un sussidio per la preghiera delle comunità, un aiuto a formulare la preghiera domenicale al Signore, e con questo intento è prodotto e distribuito.

“E’ con sorpresa e dispiacere che tante persone hanno letto attribuite alla nostra Chiesa posizioni non corrispondenti alla realtà della nostra storia e delle dichiarazioni del Vescovo stesso su questi temi – aggiunge mons. Brugnotto -. La Chiesa non suggerisce modelli politici e di governo, o le modalità con cui realizzare il Bene comune. La Dottrina sociale della Chiesa, inoltre, riconosce il valore di un’autonomia solidale, ispirata al principio di sussidiarietà e orientata al Bene comune. E così il magistero di papa Francesco il quale, in particolare nell’enciclica “Fratelli tutti”, ci ricorda che la fraternità universale e l’amicizia sociale all’interno della propria comunità, del proprio Paese, di ogni società, sono due poli inseparabili: “Va ricordato che «tra la globalizzazione e la localizzazione si produce una tensione. Bisogna prestare attenzione alla dimensione globale per non cadere in una meschinità quotidiana. Al tempo stesso, non è opportuno perdere di vista ciò che è locale, che ci fa camminare con i piedi per terra (…). Bisogna assumere cordialmente la dimensione locale, perché possiede qualcosa che il globale non ha: essere lievito, arricchire, avviare dispositivi di sussidiarietà. Pertanto, la fraternità universale e l’amicizia sociale all’interno di ogni società sono due poli inseparabili e coessenziali”. (Papa Francesco, Lettera enciclica “Fratelli tutti” – Sulla Fraternità e l’amicizia sociale, 3 ottobre 2020, n. 142).