L'incontro per gli auguri di Natale

“Prudenza e creatività nel vostro servizio a favore del bene comune”: il Vescovo agli amministratori

Prudenza e creatività. Sono le due parole che il vescovo Michele Tomasi ha “consegnato” venerdì sera, 10 dicembre, alla riflessione degli amministratori locali, in occasione del tradizionale scambio di auguri per Natale. Oltre 120 gli amministratori presenti, sindaci, assessori, consiglieri, riuniti nella sala Longhin del Seminario vescovile.

Franco Bonesso, assessore a Trevignano, ha salutato il Vescovo a nome di tutti i presenti: “Siamo felici di poterci incontrare in presenza, dopo l’incontro online dell’anno scorso. Abbiamo un duplice sentimento noi amministratori: la stanchezza per questi due anni di emergenza, non ancora finita, e la gioia di poter servire la nostra gente”.

“La prudenza è la virtù che guida al raggiungimento del bene possibile nelle situazioni concrete” ha detto il vescovo, che ha approfondito alcune caratteristiche della prudenza, così come le ha elencate san Tommaso. Si tratta della memoria, come fedeltà alla storia, radicamento in un percorso di vita personale e comunitario; della docilità, come apertura all’ascolto, come disponibilità al dialogo, e interesse vero verso le esperienze altrui, capacità di immedesimarsi nelle situazioni chiedendoci come vorremmo noi essere accolti e incontrati se ci trovassimo nel bisogno; e poi la solerzia, così diffusa nel nostro territorio, ossia la prontezza di spirito serena, coraggiosa ma non impulsiva; e ancora, la ragione, che significa prestare attenzione ai dati, ascolto degli esperti, preparazione culturale e aderenza al reale; e poi la previdenza, andando oltre alle impressioni e agli interessi del momento, come capacità di stare nella complessità; infine, la cautela, che significa uno sguardo realista sul mondo, che non smette di fidarsi, ma non rinuncia a riflettere criticamente sui motivi, sulle situazioni, sugli interessi in gioco”.

La seconda parola, “che vi consegno invece in forma di augurio per il futuro è «creatività», che consiste essenzialmente nella capacità di vedere e di rispondere, sapendo ascoltare il linguaggio del mondo, le domande che la realtà e la storia ci pongono”.

Il Vescovo ha ricordato le caratteristiche della creatività: capacità di stupirsi; concentrazione, cioè la capacità di essere, di stare in ciò che si sta facendo, caratteristica sulla quale si basa l’autorevolezza della persona; e poi il rispetto della propria originalità, l’accettazione dei conflitti, confrontando le diverse posizioni per poter fare passi avanti, di crescita personale e comunitaria, passi avanti verso il bene comune.

“Non possiamo vivere una fase di rigenerazione come quella che la nostra storia ci sta chiedendo, pur in momenti difficili e faticosi, senza questo sguardo ampio, senza poter attingere nel lavoro concreto, anche nella gestione amministrativa, a questa creatività e alla virtù della prudenza, proprio per poter indirizzare risorse verso un vero cammino di sviluppo”. Infine, l’augurio di buon Natale: “Sono convinto – ha concluso mons. Tomasi – che con l’Incarnazione il Signore continui a chiederci di impegnarci con tutti noi stessi all’umanizzazione di questo nostro mondo, delle nostre relazioni, della cura reciproca e per l’ambiente che ci è stato donato. Buon Natale diventa, allora, l’augurio di buon lavoro, buona cura dei cittadini, buona cura di voi stessi e delle vostre famiglie. Buona vita. In pienezza”.

Sono seguiti gli interventi degli amministratori: il sindaco di Treviso, Mario Conte, che ha donato al Vescovo un pallone da rugby, “perché in questo tempo ci siamo aggrappati allo spirito di squadra e abbiamo capito che per andare in meta, e arrivare tutti insieme all’obiettivo, bisogna passare la palla a chi è dietro. La sfida per guidare questa transizione è epocale, ma i sindaci ce la stanno mettendo tutta”; il presidente della Provincia, Stefano Marcon, che ha donato al vescovo un libro sulla Piave, ringraziandolo per il sostegno in questo tempo difficilissimo. In rappresentanza dei sindaci veneziani e padovani sono intervenuti Andrea Cereser, primo cittadino di san Donà di Piave, e Katia Maccarrone, sindaca di Camposampiero. Richiamando l’immagine della barca in mezzo al mare, Cereser ha detto che per navigare e tracciare una rotta serve un “punto nave”: ecco l’importanza dei riferimenti per la nostra vita e per il Paese, che sono la Costituzione e il magistero della Chiesa che, ha aggiunto, “è maestra anche per chi non crede, perché esperta di umanità”. La sindaca Maccarrone ha sottolineato come quello che stiamo vivendo a volte ci faccia sentire al confine tra disperazione e speranza, stretti tra la paura, la solitudine e il desiderio di cura e di relazione”.

L’assessore regionale Federico Caner ha portato i saluti del presidente della Regione, Luca Zaia, e ha ricordato che “la pandemia ci ha messo in difficoltà, ma ci ha anche fatto ritrovare il senso di comunità”.

Dono del vescovo ai presenti, un libretto del filosofo Mauro Ceruti, “Sulla stessa barca”, che è una lettura dell’enciclica Laudato si’ fatta con uno sguardo di chi legge la nostra realtà come una realtà complessa. Complessa è la realtà con cui il vostro lavoro quotidiano si confronta, e il vostro impegno deve essere all’altezza di questa sfida”. Insieme, è stata consegnata anche una lettera con un primo bilancio del Fondo diocesano di solidarietà “Sta a noi”, e il ringraziamento del Vescovo ai sindaci e ai parroci, un’azione comunitaria frutto di un lavoro di rete.

Mons. Tomasi ha assicurato la propria preghiera e l’invocazione della benedizione “su tutti voi e sulle vostre comunità, indipendentemente dal fatto che vi riconosciate o meno nella Chiesa, perché la Chiesa vuole essere lievito per tutti e dare il proprio contributo al bene comune in una leale collaborazione, rispettosa dei ruoli e degli ambiti, che riconosca nel valore della persona umana la bussola per il cammino”.