La veglia diocesana martedì 18 a San Martino di Lupari

Qual è il senso della preghiera nel cammino ecumenico?

Nell’orazione di Gesù al Padre: “[Prego] perché tutti siano uno, come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi” (Gv 17,21) è racchiuso il senso della preghiera del cammino ecumenico, di cui la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è il cuore. L’abate Paul Couturier (1881-1953) pioniere dell’ecumenismo spirituale, indicò che essa era promossa per “l’unità voluta da Cristo, con i mezzi voluti da lui”. La Settimana di preghiera diventa, allora, un momento privilegiato nel quale ci si fa vicini guardando oltre le differenze, valorizzando i reciproci doni (cf. 1Cor 12, 4-6). Per le Chiese guardare insieme a Cristo implica anche prendere coscienza delle proprie fragilità, diventando creta in mano ad un esperto vasaio che fa nascere la grazia necessaria per perseverare nell’onestà in un dialogo aperto ai frutti dello Spirito. Così si esprime il Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, card. Kurt Koch, in merito alle radici dell’ecumenismo: «Nella preghiera di Gesù, che abbraccia anche il presente, possiamo trovare la risposta migliore per capire in che cosa consiste e deve consistere la responsabilità ecumenica alla luce della fede. Se l’unità dei discepoli e della Chiesa futura era ciò che Gesù ha profondamente desiderato nella sua preghiera, l’ecumenismo cristiano allora non potrà essere nient’altro se non un unirsi dei cristiani a questa preghiera di Gesù, facendo proprio quello che a lui stava a cuore». Le chiese impegnate insieme nel cammino ecumenico sono, dunque, sospinte dal soffio dello Spirito in un cammino anzitutto di conversione spirituale. Incontrare l’altro, guardarlo in volto, scambiare l’abbraccio di pace, pregare vicendevolmente, sono dimensioni essenziali del cammino intrapreso insieme verso la piena comunione.
La condivisione rende, allora, la preghiera ed in particolare la Settimana di preghiera, un tempo di ristoro che rinfranca dalle stanchezze, rinvigorisce alimentando il rispetto, la stima e la conoscenza dell’altro. Camminare, pregare e lavorare insieme, questa è la via maestra indicata da papa Francesco che poggia su una tradizione e una storia costellata di uomini che hanno saputo guardare oltre le inimicizie e le separazioni. Ognuno per la sua parte, con i mezzi e i doni che ha a disposizione, sotto la guida dei pastori, può contribuire ad alimentare il fuoco vivo della grazia.
La Settimana di preghiera è un’opportunità che le Confessioni cristiane coinvolte, offrono ai fedeli, poiché, ricordando le parole del cardinale Yves Congar (1904-1995) «la porta dell’ecumenismo non può che essere varcata in ginocchio». Ritrovarsi insieme ogni anno è segno di un’invocazione che continua a essere centrale nella relazione, fondativa nella sua comune origine, costitutiva per un cammino ancora da costruire.
Marika Polloni

 

LE INIZIATIVE IN DIOCESI

Iniziative patrocinate dall’Ufficio Ecumenismo e Dialogo per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.
17 gennaio alle 20.45, nell’aula Pavan del Seminario Vescovile di Treviso, in occasione della XXXIII Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, si terrà l’incontro “Dialogare per conoscere. La Chiesa cattolica e il popolo ebraico nel 60° dell’apertura del Concilio Vaticano II”. Interverranno il prof. Riccardo Burigana (Direttore del Centro studi per l’ecumenismo in Italia) e don Michele Marcato (biblista), moderati e introdotti da don Luca Pertile (Direttore dell’Uedi). Concluderà il vescovo mons. Michele Tomasi.
18 gennaio alle 20.45 nel duomo di S. Martino di Lupari (Pd) si celebrerà – con le Confessioni cristiane presenti in diocesi che vi hanno aderito – la Veglia diocesana di preghiera per l’unità dei cristiani presieduta dal vescovo Tomasi.
21 gennaio alle 20:30 si terranno in contemporanea le veglie zonali a Cornuda (chiesa parrocchiale), nel Vicariato di Camposampiero (chiesa di Piombino Dese), a Castelfranco Veneto (Duomo), con la partecipazione delle rispettive parrocchie ortodosse.