“Trovo che sia una cosa buona e opportuna che ci troviamo qui, nel tempio del Signore, a invocare protezione su chi impegna la propria vita per proteggere, e a invocare benedizione su tutte le vostre azioni. Perché siamo davvero una comunità coesa quando sappiamo riconoscere il servizio spesso nascosto, sempre professionale e puntuale, di chi al bene comune dedica la vita, in quella che è certo una professione, ma che non si limita a questo e che, me ne ne convinco sempre di più, è la risposta a una vocazione. La vocazione è esserci nel servizio per gli altri”: così il vescovo, mons. Michele Tomasi, nella celebrazione eucaristica per la festa di santa Barbara, la patrona dei Vigili del fuoco, vissuta nel tempio di san Nicolò giovedì 4 dicembre. Il giorno prima, mercoledì, mons. Tomasi aveva benedetto il presepio allestito nella sede provinciale dei Vigili del fuoco, e dedicato, in particolare, agli eventi alluvionali, che vedono sempre in prima linea questi operatori, nel servizio di protezione dei cittadini e dei paesi. E proprio l’immagine dell’acqua che si abbatte su una casa, simbolo della nostra esistenza sottoposta a tanti rischi e pericoli, era al centro della pagina del Vangelo sulla quale il Vescovo ha riflettuto. “Gesù usa questo esempio della casa fondata sulla roccia o sulla sabbia per dirci che dobbiamo scegliere con chi vivere la nostra vita e su chi fondarla. Quella che non fa notizia e che non richiede il vostro intervento è quella fondata sulla roccia. E questa roccia è Cristo. È lui che dà senso a tutta l’esistenza, lui che, solo, è capace di mantenere in vita e di garantirci un passaggio di vita in vita anche dopo la nostra morte corporale”.
Il Vescovo ha ricordato la storia di santa Barbara, che avrebbe potuto vivere una vita agiata, di successo, ma che scopre l’amore di Cristo e a lui si dedica, anche accettando di entrare in conflitto con il padre che era pagano e non accettava la sua conversione a Cristo. Una ragazza amante della vita anche nelle prove più grandi, anche di fronte alla morte improvvisa del padre, anche di fronte all’atto di martirio crudele che deve subire. “Avete scelto bene la vostra protettrice, o forse lei ha scelto bene voi – ha detto il Vescovo -. È un aiuto forte, contemporaneamente tenace e leggero. Che il Signore continui a donarvi forza, ma anche serenità e gioia del cuore, come ricompensa al vostro bel servizio alla collettività e a tutti noi. E come tutti i ragazzini almeno una volta nella vita hanno desiderato di diventare pompieri, possiate sempre essere un’immagine bella di chi è al fianco delle persone più deboli e che sono nel pericolo. Possiate essere quello sguardo di forza e di tenerezza di cui il nostro mondo ha tanto bisogno”.






