Sognare: vocazione dell’uomo a tutte le età. Incontro Adultissimi di Ac

Oggi, a seguito di un generale allungarsi della vita, la longevità è diventata di massa e incide in maniera strutturale sulla storia dei singoli, delle famiglie e della società, tuttavia le culture cosiddette “sviluppate” considerano la vecchiaia troppo poco rilevante nel senso globale della vita, rimanendo dominante il modello del giovane-adulto, che si fa da sé e resta sempre giovane.

«… Per un’età che è ormai una parte determinante dello spazio comunitario e si estende ad un terzo dell’intera vita, ci sono, a volte, piani di assistenza, ma non progetti di esistenza» sottolineava Papa Francesco, nelle sue catechesi dedicate agli anziani, denunciando la mancanza di considerazione per un’età che ha contenuti speciali da offrire e significati propri da vivere. Il Papa citava poi il profeta Gioele al capitolo 3: «I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni» interpretando così: se i vecchi comunicano i loro sogni e non li seppelliscono nel passato e i giovani li interrogano, quest’ultimi faticheranno meno a portare il loro presente e a vedere le cose che devono essere fatte per aprire al futuro.

Essere vecchi è altrettanto importante e bello che essere giovani ed è l’alleanza tra le generazioni che restituisce all’umano tutte le età della vita, dobbiamo perciò ritrovare e riprendere questo dono perduto.

“Non mettere di sognare” titolo dell’incontro proposto giovedì 25 ottobre a Casa Toniolo dall’Equipe Adulti e dalla Commissione Adultissimi dell’Azione Cattolica diocesana di Treviso, desidera proprio sottolineare la preziosità di un’età che merita di essere vissuta in pienezza per recuperare il senso della vita nella sua interezza.