Solennità dei santi Pietro e Paolo: dal Vescovo l’invito a seguire Gesù, restando accanto a chi soffre, pregando per la pace e riconoscendo tracce di Vangelo nella vita della nostra terra

Ricordato il 72° anniversario di ordinazione presbiterale di mons. Magnani

Oggi, 29 giugno, solennità dei santi Pietro e Paolo apostoli, il vescovo Michele Tomasi ha presieduto la celebrazione eucaristica in cattedrale, ricordando che la chiesa è intitolata a San Pietro. “Oggi è festa per la nostra comunità parrocchiale – ha detto mons. Tomasi -, per i Canonici del Capitolo e per tutti coloro che qui vivono la loro fede”. Un augurio speciale, all’inizio della celebrazione, il vescovo Tomasi lo ha rivolto a mons. Paolo Magnani, vescovo emerito di Treviso, che era presente e ha concelebrato, invitando i presenti a ringraziare il Signore per i suoi 72 anni di ordinazione sacerdotale, “per la sua testimonianza di fede e di amore alla Chiesa”.

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Ripercorrendo la vita dei due apostoli, mons. Tomasi ha messo in luce come seguire Gesù coinvolga la vita, ieri come oggi, e chieda coraggio e determinazione. “L’incontro con il Signore è così coinvolgente da mettere tutto il resto in secondo piano. Quanto vale per me, per noi, l’annuncio del Vangelo, il fatto di essere quotidianamente discepoli di Cristo?” si è chiesto.

Seguire Gesù significa anche essere “comunità viva, persone che si prendono cura le une delle altre, prendendosi tempo per pregare, anche comunitariamente per le necessità di fratelli e sorelle che in molti modi si trovano ad affrontare una prova. Siamo capaci di pregare per chi soffre la malattia, la solitudine, l’abbandono? Per chi si trova in momenti difficili della propria vita, per chi ha bisogno di forza o di sostegno?” ha chiesto il Vescovo, ricordando quanto Pietro e Paolo siano stati sostenuti dalla preghiera della comunità, mentre erano in prigione.

Mons. Tomasi ha poi ricordato che il segretario generale della conferenza dei vescovi italiani, mons. Baturi, ha rinnovato proprio ieri (28 giugno, ndr), “l’invito alle comunità ecclesiali […] ad accompagnare con la preghiera la visita a Mosca che il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della CEI, compirà quale inviato di Papa Francesco nei giorni 28 e 29 giugno”. “Siamo al suo fianco, così come la comunità di Gerusalemme era al fianco di Pietro? Preghiamo sinceramente per chi è disposto a gesti e a sforzi di pace?”, si è chiesto. E ancora: “Siamo capaci di vedere tracce concrete di Vangelo nella vita della nostra terra, nelle esperienze politiche, sociali ed economiche del nostro tempo, qui ed ora?”.

“Seguire Gesù significa credere che Dio è presente nella nostra vita”, nelle Scritture e nei sacramenti. “Come possiamo venire liberati dall’affanno e dalla paura se non crediamo che davvero Lui è vicino a chi si affida a Lui, e non siamo disposti a trarre conseguenze dal nostro essere cristiani?”.

Forse anche noi dobbiamo rientrare in noi stessi, come Pietro, ha sottolineato il Vescovo, e “tornare a vedere il mondo con gli occhi di Dio, come un creato che ci accoglie, una vita che vince al di là di ogni decadimento e paura, la scelta del bene di ogni persona e di tutte le persone come guida di ogni scelta e di ogni azione, la fiducia nel Risorto che ci aiuta a vincere ogni ristrettezza di pensiero e ogni freddezza di relazione. Torniamo in noi, torniamo alla vita vera, torniamo al Signore Gesù Cristo, torniamo a Dio. Potremo dire anche noi assieme a Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”, e dimostreremo di credere sul serio quando la nostra vita verrà cambiata dal contenuto e dalle conseguenze di quest’affermazione, così come è stato per san Pietro e per san Paolo. Ripartiamo da questa Cattedrale dedicata all’apostolo Pietro – l’invito finale – per vivere come lui e come Paolo, mettendo Gesù al centro della nostra vita: assieme ai fratelli e alle sorelle scopriremo che non siamo soli e che la vita vince in eterno su ogni egoismo, su ogni paura”.

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