Catechesi e disabili

La sollecitudine della Chiesa verso le persone con disabilità scaturisce dall’agire di Dio. Seguendo il principio dell’incarnazione del Figlio di Dio, il quale si rende presente in ogni situazione umana, la Chiesa riconosce
nelle persone con disabilità la chiamata alla fede e ad una vita buona e piena di significato. Il tema della disabilità è di grande importanza per l’evangelizzazione e la formazione cristiana. Le comunità sono chiamate non solo a prendersi cura dei più fragili, ma a riconoscere la presenza di Gesù che si manifesta in loro in modo speciale. (Direttorio per la Catechesi nr.269)

È compito delle Chiese locali aprirsi all’accoglienza e alla presenza ordinaria delle persone con disabilità all’interno dei percorsi di catechesi, attivandosi per una cultura dell’inclusione contro la logica dello scarto. Le persone con disabilità intellettive vivono la relazione con Dio nell’immediatezza della loro intuizione ed è necessario e dignitoso accompagnarle nella vita di fede. Questo chiede che i catechisti cerchino nuovi canali comunicativi e metodi più idonei per favorire l’incontro con Gesù. Sono utili perciò dinamiche e linguaggi esperienziali che implichino i cinque sensi e percorsi narrativi capaci di coinvolgere tutti i soggetti in maniera personale e significativa. Per questo servizio è bene che alcuni catechisti ricevano una formazione specifica. I catechisti siano vicini anche alle famiglie delle persone con disabilità, accompagnandole e favorendo il loro pieno inserimento nella comunità. (Direttorio per la Catechesi nr. 271).