È La Guaira la zona più colpita dal terremoto di magnitudo 7,5 che ha colpito nella notte tra il 24 e il 25 di giugno il Venezuela. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale dopo le due forti scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, che hanno interessato il nord-ovest del Paese. Secondo l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità, almeno 164 persone hanno perso la vita e 971 sono rimaste ferite, ma il numero delle vittime potrebbe aumentare con il proseguire delle operazioni di soccorso.
La situazione più critica si registra nello Stato costiero di La Guaira, dove si contano gravi danni a edifici e infrastrutture e sono in corso le ricerche di eventuali superstiti. Danni sono stati segnalati anche nella capitale Caracas e in numerose comunità della zona centrale del Paese.
Fin dalle prime ore successive al sisma, la Chiesa locale si è mobilitata per accogliere le persone colpite e offrire assistenza alle famiglie sfollate. Sul territorio, l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo, ha riferito che «molte» parrocchie «presentano gravi danni strutturali», cui si aggiungono la cattedrale e circa una dozzina di chiese danneggiate. «Molte parrocchie hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte nelle loro strutture. Abbiamo già attivato una rete di solidarietà attraverso le Caritas parrocchiali», ha spiegato il presule.
Caritas Internationalis ha annunciato uno stanziamento di 100.000 euro per sostenere i primi interventi di emergenza, in collaborazione con Caritas Venezuela e la sua rete di circa 30 mila volontari.
Particolarmente grave la situazione nella diocesi di La Guaira. Il vescovo, monsignor Pablo Modesto González Pérez, ha raccontato: «Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti. Nel seminario sono crollati molti muri». Monsignor Pérez ha aggiunto che diverse chiese hanno subito danni significativi.
Venezuela, dopo il terremoto la rete Caritas e la Chiesa locale in prima linea nei soccorsi
È La Guaira la zona più colpita dal terremoto di magnitudo 7,5 che ha colpito nella notte tra il 24 e il 25 di giugno il Venezuela. La presidente ad interim, Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale dopo le due forti scosse, di magnitudo 7,2 e 7,5, che hanno interessato il nord-ovest del Paese. Secondo l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità, almeno 164 persone hanno perso la vita e 971 sono rimaste ferite, ma il numero delle vittime potrebbe aumentare con il proseguire delle operazioni di soccorso.
La situazione più critica si registra nello Stato costiero di La Guaira, dove si contano gravi danni a edifici e infrastrutture e sono in corso le ricerche di eventuali superstiti. Danni sono stati segnalati anche nella capitale Caracas e in numerose comunità della zona centrale del Paese.
Fin dalle prime ore successive al sisma, la Chiesa locale si è mobilitata per accogliere le persone colpite e offrire assistenza alle famiglie sfollate. Sul territorio, l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo, ha riferito che «molte» parrocchie «presentano gravi danni strutturali», cui si aggiungono la cattedrale e circa una dozzina di chiese danneggiate. «Molte parrocchie hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte nelle loro strutture. Abbiamo già attivato una rete di solidarietà attraverso le Caritas parrocchiali», ha spiegato il presule.

Caracas san jose de narauli
Caritas Internationalis ha annunciato uno stanziamento di 100.000 euro per sostenere i primi interventi di emergenza, in collaborazione con Caritas Venezuela e la sua rete di circa 30 mila volontari.
Particolarmente grave la situazione nella diocesi di La Guaira. Il vescovo, monsignor Pablo Modesto González Pérez, ha raccontato: «Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti. Nel seminario sono crollati molti muri». Monsignor Pérez ha aggiunto che diverse chiese hanno subito danni significativi.
La solidarietà di papa Leone XIV
Leone XIV, attraverso l’Elemosineria Apostolica, ha inviato un primo aiuto al Venezuela colpito la notte del 25 giugno da gravi scosse di terremoto. Quella destinata dal Papa è una cifra pari a 100mila euro, decisa dopo i contatti con il nunzio nel Paese, monsignor Alberto Ortega Martín, arcivescovo titolare di Midila, e l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo. “Ma sarà costante l’attenzione riguardo le necessità del popolo venezuelano che, nei prossimi giorni, su indicazione della Chiesa locale, si cercheranno di soddisfare”, informano i media vaticani.
La vicinanza della Chiesa italiana: la Presidenza CEI stanzia 500mila euro per le prime necessità
La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana esprime vicinanza alla popolazione del Venezuela colpita da violente scosse di terremoto che hanno provocato vittime, feriti, distruzione e paura, in particolare nello Stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese.
In un messaggio inviato a Mons. Jesús Andoni González de Zárate Salas, Arcivescovo di Valencia e Presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana, il Card. Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, rinnova la solidarietà alla Chiesa venezuelana e alle comunità parrocchiali e religiose impegnate accanto alla popolazione. “Seguiamo con dolore e trepidazione – scrive – le notizie che arrivano dal Venezuela. In queste ore sentiamo vicini i volti di chi piange una persona cara, di chi cerca i propri familiari, di chi è rimasto senza casa, di chi soccorre e di chi attende aiuto”.
Il Presidente della CEI ricorda che “ogni sofferenza, soprattutto quella dei più poveri e fragili, riguarda tutti e chiede a tutti responsabilità, solidarietà, cura”. Nell’affidare al Signore le vittime, il Card. Zuppi invoca conforto per i feriti, per le famiglie colpite e per quanti hanno perso la casa, assicurando la preghiera per “autorità, sanitari, volontari, comunità cristiane e tutti coloro che, anche in mezzo alle macerie, custodiscono la vita”.
Per far fronte all’emergenza, la Presidenza della CEI ha disposto un primo stanziamento di 500mila euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica: le risorse saranno utilizzate per gli interventi di soccorso immediati, coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con Caritas Venezuela e con la rete internazionale della Caritas. Particolare attenzione, fa sapere Caritas, è rivolta alle famiglie più fragili, ai quartieri meno visibili e alle persone accolte nelle piazze e nei rifugi temporanei. Le priorità riguardano acqua potabile, alimenti, medicinali, kit igienici e accompagnamento delle persone rimaste senza casa o in condizioni di forte precarietà. Intanto, sottolinea Caritas Italiana rilanciando l’appello di Caritas Venezuela, è importante convogliare la solidarietà attraverso canali coordinati e sicuri, evitando iniziative isolate che potrebbero risultare inefficaci o rischiose. Si sconsigliano inoltre raccolte di beni materiali in Italia.
Notizie e aggiornamenti sulla situazione in Venezuela e sulle modalità di donazione sono disponibili sul sito di Caritas Italiana: www.caritas.it.






