“Voglio entrare nel cantiere delle comunità, ascoltare e lavorare con voi”: a San Nicolò oltre mille persone per l’avvio della Visita pastorale del Vescovo

Firmato il decreto di indizione

Oltre mille persone, provenienti da tutta la diocesi, si sono ritrovate sabato 10 ottobre nel tempio di San Nicolò, a Treviso, per l’incontro di apertura della Visita pastorale del vescovo Michele, avviata ufficialmente con la firma del decreto di indizione. Un appuntamento di preghiera, ascolto e condivisione, con la lectio biblica della biblista Roberta Ronchiato, la testimonianza dell’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, e l’intervento del vescovo Tomasi, che ha illustrato lo stile e le prospettive di un cammino destinato a coinvolgere, nei prossimi anni, tutte le 265 comunità cristiane della diocesi, riunite in 47 Collaborazioni pastorali.

La biblista Ronchiato, partendo dalla lettera ai Corinzi, ha messo in luce le caratteristiche dell’annuncio del Vangelo da parte di san Paolo agli abitanti di Corinto, con importanti sottolineature e paralleli con le questioni che toccano oggi le nostre comunità cristiane. La biblista ha invitato a lasciare spazio all’azione dello Spirito Santo che permette di riconoscere i doni di Dio presenti nelle comunità cristiane, alcuni ancora nascosti e inesplorati. “Chiediamo che il Vescovo ci aiuti a incontrare Gesù Cristo, a maturare la nostra adesione a Lui, crocifisso e risorto, perché possiamo vivere una vita di fede, speranza e carità, consapevoli che di tutto più grande è la carità, e perché ci sia dato di ristabilire cammini di comunione, fraternità e carità in Cristo”.

E’ seguita la testimonianza dell’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, che ha iniziato in questi giorni il terzo anno di Visita pastorale alla sua diocesi: “Fidatevi della Visita pastorale e dei doni che porterà – il suo augurio -, liberiamoci del lamento, il Risorto è in mezzo a noi, non ci abbandona. Ricordiamoci, come Chiesa, che siamo sale e lievito, non siamo il tutto. La Visita pastorale alla mia diocesi mi sta cambiando, mi rafforza nella fede, mi regala gioia, mi dà l’occasione per sperimentare la potenza di Cristo risorto che abita la storia e anima le nostre comunità”.

“Un conto è passare, un altro è sostare”, ha sottolineato mons. Tomasi, richiamando le parole di papa Leone sul vescovo come uomo che “impara ogni giorno di più ad amare il suo popolo”. Dopo sette anni di episcopato, la Visita sarà, dunque, l’occasione per una presenza più distesa e strutturata, capace di conoscere da vicino le gioie, le fatiche e le speranze delle comunità.

Il vescovo ha chiarito subito che cosa la Visita non sarà: “Non ho bisogno di vetrine. Non vengo a vedere soltanto la parrocchia della domenica di festa, ma anche quella di tutti i giorni”. Non una “ispezione”, quindi, né una verifica calata dall’alto, ma un’esperienza di ascolto e discernimento condiviso. “È il vescovo che entra nel cantiere, si fa mostrare i lavori, ascolta chi ci lavora ogni giorno, e prova a lavorare un po’ con voi”.

A guidare il cammino sarà il versetto degli Atti degli apostoli «Vide la grazia di Dio e si rallegrò», riferito alla visita di Barnaba alle prime comunità cristiane Per riconoscere la grazia presente nelle comunità occorre, però, guardare oltre i numeri, pur senza nasconderci le difficoltà: la diminuzione dei battesimi, dei matrimoni e delle vocazioni, la fatica della trasmissione della fede, le chiese più vuote. Accanto a queste fragilità, ha ricordato Tomasi, ci sono però tanti segni di vita: la cura degli anziani e degli ammalati, la solidarietà tra famiglie, l’impegno di tanti operatori pastorali e volontari, i giovani che si spendono per gli altri e le comunità che imparano ad ascoltarsi. Si tratta di quella “messe abbondante” che fatichiamo a vedere, come ha ricordato l’arcivescovo Tisi, preoccupati della scarsità degli operai, che è la seconda parte della frase di Gesù.

Tre le domande che accompagneranno la preparazione e lo svolgimento della Visita: quali sono i punti di forza e i frutti delle collaborazioni in atto? Quali le fragilità e le conversioni necessarie? Quali i germogli di speranza da custodire? Saranno le stesse comunità, attraverso i Consigli delle Collaborazioni pastorali e con l’aiuto di un’équipe diocesana, a costruire con il Vescovo il programma degli incontri e a individuare le prospettive per il futuro. “Desidero incontrare gli ammalati e gli anziani, le famiglie, i giovani; e anche le realtà del territorio: le scuole, il mondo del lavoro, le istituzioni, le associazioni. È lì che la maggior parte di voi, laiche e laici, vive ogni giorno la missione della Chiesa. Desidero pregare con voi e cantare le lodi del Signore. Desidero celebrare l’Eucaristia con voi. E vorrei ascoltare, in particolare, come nelle nostre comunità si trasmette oggi la fede: ai ragazzi insieme alle loro famiglie, e sempre più agli adulti, che chiedono «contesti ospitali di ascolto e di narrazione adulta della fede»”.

La Visita non metterà in pausa la vita ordinaria della diocesi, né si concluderà con un pacchetto di decisioni uguali per tutti. Sarà, invece, un tempo più intenso per pregare, celebrare, incontrarsi e leggere insieme la realtà alla luce del Vangelo, valorizzando la conversazione nello Spirito e la corresponsabilità degli organismi di partecipazione.

L’augurio del vescovo è che la Visita aiuti le comunità a riconoscere insieme i doni di Dio, a cercare le persone ai margini e i giovani che spesso non si incontrano nei luoghi ecclesiali, e a rinnovarsi nella fedeltà al Vangelo. Perché, come ad Antiochia, anche oggi siano gli altri, guardando alla vita dei cristiani, a riconoscerli come tali: comunità capaci di essere “case della pace”.

Il primo appuntamento sarà con la Collaborazione pastorale di Montebelluna – Caerano, a fine gennaio 2027. Da gennaio a giugno il Vescovo visiterà anche Trevignano, Resana e Castelfranco Veneto; da settembre a dicembre saranno coinvolte le Collaborazioni pastorali di Vedelago, Giavera – Nervesa, Arcade – Povegliano e Silea.

Al termine dell’incontro è stato consegnato il documento Accompagnare la vita delle Collaborazioni pastorali, frutto di un percorso di ascolto e confronto con gli organismi di partecipazione e che farà da riferimento, da ora in poi, per la vita delle Collaborazioni pastorali.